Steve Jobs

Steve Jobs ed il progetto “folle” del Mosquito

Il famoso incitamento di Steve Jobs: “Stay Hungry, stay foolish” calza perfettamente a quella che é la storia del “Mossie” uno dei nostri aeroplani preferiti al quale abbiamo non a caso dedicato due magnifiche maglie invernali: la “Mossie” e la “Mosquito”. http://bit.ly/maglioni

Il De Havilland Mosquito é stato indubbiamente uno degli aeroplani piú famosi della seconda guerra mondiale, una macchina straordinaria che in una molteplicitá di ruoli ha grandemente contribuito alla vittoria finale degli alleati.
Descritto da amici e nemici come “La meraviglia di legno”, nonostante il radioso futuro che lo avrebbe aspettato e prima di iniziare la sua carriera quando ancora era poco piú che abbozzato, il progetto del Mosquito divenne famoso con un nomignolo molto meno lusinghiero: “The Freeman’s Folly”, vale a dire “La follia di Freeman”.
Nel 1938 il progettista della De Havilland Ronald Eric Bishop propose l’idea di un bombardiere disarmato che avrebbe dovuto “togliersi dai guai” semplicemente dando tutto gas, affidando la sua salvezza alla leggerezza della sua struttura in legno – scelta da Bishop per placare “la fame” di alluminio che in tempi di guerra sarebbe stato un materiale molto prezioso e strategico – ed ai suoi motori, i potentissimi Rolls Royce Merlin; l’unione di queste due eccellenze avrebbe teroicamente consentito al bombardiere di volare ad una velocitá nettamente superiore a quella degli aeroplani da caccia avversari inviati per abbatterlo: una follia appunto secondo gli esperti militari che tremavano anche solo all’idea di spedire un aeroplano di legno e perdipiú disarmato nelle grinfie dei cacciatori tedeschi.
L’intuizione che si sarebbe poi rivelata geniale di Bishop sarebbe quindi rimasta “nella lampada” se non fosse stato per un uomo lungimirante che fortunatamente occupava un ruolo importante nella R.A.F. l’Aviazione reale inglese. Quell’uomo, quel “folle” per dirla alla Steve Jobs, era l’Air Chief Marshal Sir Wilfrid Rhodes Freedman che intuí la potenzialitá del progetto geniale di Bishop e lo sostenne contro lo scetticismo dei colleghi fino a portarlo alla realizzazione. Freedman era davvero uno che “vedeva lungo”, fu sempre lui infatti a giocare un ruolo vitale nella rimotorizzazione con i performanti motori inglesi Rolls Royce di un altro aeroplano destinato a diventare un mito: il P51 Mustang.
Il motto “Stay hungry, stay foolish” vale quindi sempre : in guerra come in pace, nel lavoro come nella vita di tutti i giorni; a maggior ragione vale per chi ha voglia di fare e di seguire nuove strade, vale per noi in Squadratlantica che cerchiamo sempre nuovi “esempi” per rappresentare e comunicare ció che ci ha spinti a realizzare il nostro progetto: passione, fame e ovviamente una sana dose di coraggio, quello che spesso, in particolar modo qui da noi in Italia, viene chiamato “follia”.
Ecco quindi che un “bel maglione”, oltre che Originalitá, Qualitá e Storia puó darci anche un altro valore fondamentale : l’Ispirazione. Per darci da fare, per non mollare, per dare le ali ai nostri progetti.
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Acquista qui le maglie Made in Italy di Squadratlantica : http://bit.ly/maglioni
INFERNO DUE01

SCIARPE DANTESCHE: NOSTRO PADRE IL MADE IN ITALY

Qualitá é proteggere, diffondere e tramandare.

Figure come quelle di Dante, Raffaello, Leonardo, Vivaldi e D’Annunzio sono il vero e piú chiaro emblema del Made in Italy e sono l’esempio, il parametro di riferimento unico e irrinunciabile al quale la qualitá di un prodotto, sia esso un componimento, un dipinto o un paio di jeans, realizzato nel nostro paese puó e deve avere il coraggio di ambire: l’eccellenza.
É una responsabilitá quella che abbiamo, un impegno civile che in virtú di chi siamo descendenti siamo chiamati ad assolvere.
Noi siamo Dante, Raffaello, Leonardo, Vivaldi e D’Annunzio. Ne abbiamo l’onore e l’onere, la responsabilitá, tutti siamo chiamati a difendere ed a diffondere il vero Made in Italy che prima di tutto deve avere quindi un valore umanistico ed etico. Non possiamo permettere che tutto rimanga fermo, congelato o che peggio si perda “come lacrime nella pioggia”.
Ecco perché Squadratlantica, che vive il Made in Italy come un figlio vive la figura del padre, trova del tutto naturale realizzare in Italia dei prodotti che “parlino” celebrandoli, dei grandi Italiani, iniziando da Dante Alighieri, l’‪#‎ItalianoVolante‬ che della lingua che oggi parliamo fu uno dei padri.

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MAGLIONI INVERNALI 04

“QUALITÁ COME VALORE AGGIUNTO: ECCO PERCHÉ “INVESTIRE SUL MAGLIONE SQUADRATLANTICA”

http://bit.ly/maglioni
In tempi come questi piú che mai bisogna stare attenti a come si spende il proprio denaro. Investire sulla qualitá é il sistema piú intelligente per risparmiare, perché é un acquisto di scarsa qualitá che genera inevitabilmente il costo maggiore.
Ecco perché abbiamo realizzato i maglioni di Squadratlantica con l’obbiettivo di offrire oltre che un “oggetto del desiderio” anche un ottimo investimento; capi che, come giá nello standard di Squadratlantica, per le loro caratteristiche estetiche ma soprattutto per il rapporto qualitá/prezzo puntano ad ottenere la tua piena approvazione e soddisfazione ( oltre che quella sempre “comoda” di madri e compagne, solitamente addette ai compiti di giudizio estetico e manutenzione generale).

Questi sono i valori che a nostro parere fanno di un maglione Squadratlantica un ottimo investimento :
> “Questo non ce l’hai” é originale e parla della tua passione, é insomma “tuo”: non sei nella massa.
> É morbido e ti protegge dal freddo – specialmente ora, quando ancora in casa e negli uffici i riscaldamenti non sono ancora accesi. Occhio che te lo ruberá tua moglie.
> É particolare, ma non appariscente. Lo puoi portare in tutte le situazioni abbinandolo ai capi che giá hai: polo, camicie jeans o bastoncino, pantaloni jeans, chino o combat, scarpe eleganti o scarponcini. Va sotto il giubbotto di pelle, il piumino o un gliet imbottito. Abbinalo ad una bella sciarpa atlantica.
> É confortevole : ti avvolge e ci stai bene dentro. Ti siedi sul divano e ti leggi un bel libro.
> Tua moglie lo butta in lavatrice a 40 gradi con un goccio di ammorbidente ed é come nuovo: niente lavanderia, niente stiro. Si asciuga e lo metti.

Insomma: lo metterai spesso e a lungo risparmiando di fatto tempo e denaro che altrimenti dovresti destinate ad altri acquisti. Eccola la qualitá del prodotto, ecco perché un maglione Squadratlantica, oltre che un oggetto bello e piacevole da possedere é di fatto un investimento concreto.
Questo, é valore aggiunto.

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Inspirazione : De Havilland Mosquito “The Wooden Wonder”

Articolo e fotografie di Luigino Caliaro per Squadratlantica.

De Havilland Mosquito “The Wooden Wonder”.

Tra i più importanti aerei del secondo conflitto mondiale, il De Havilland  MOSQUITO si è ritagliato un posto nella storia aeronautica per le sue eccezionali doti di velivoli multiruolo. Costruito dalla De Havilland Aircraft Company in risposta ad una iniziale specifica della RAF del 1936 per un bombardiere medio bimotore, il Mosquito, sin dal suo primo volo, effettuato il 25 novembre del 1940, dimostrò le sue eccellenti caratteristiche di volo. Tuttavia, l’originale scelta progettuale del velivolo, costruzione di un bimotore propulso da due RR Merlin, con equipaggio ridotto a soli due uomini e caratterizzato dalla struttura principalmente lignea, inizialmente orientò la RAF ad utilizzarlo come velivolo da ricognizione, per sfruttare al meglio le sue doti velocistiche e di autonomia.  Il “Wooden Wonder “ (“ Meraviglia di legno” uno dei nomignoli dati al bimotore) però ben presto si dimostrò una eccellente base di sviluppo per ulteriori varianti al punto che già l’anno successivo apparve in servizio una versione specializzata per la caccia notturna, dotata di un pesante armamento ed un radar da ricerca. Senza alcun dubbio però la più potente versione usata dalla RAF nel corso del conflitto è stata la variante da attacco al suolo denominata FB VI, equipaggiata con quattro cannoni da 20 mm montati sotto la cabina di pilotaggio, sei mitragliatrici da 12,7 sul muso e capace di trasportare nella stiva bombe e sotto le ali carichi bellici, bombe o razzi  non guidati, per quasi 1000 kg. La produzione del Mosquito, che proseguì fino al 1950, totalizzò ben 7781 esemplari, 6710 dei quali costruiti durante il conflitto in Inghilterra ma anche su licenza in Canada e in Australia.

Il Mosquito della Fighter Factory.

Proprio un Mosquito costruito in Canada, conosciuto come FB 26, variante essenzialmente identica all’FB VI propulsa però da motori americani Packard-Merlin 225 da 1620 hp, è l’oggetto dell’ articolo e delle fotografie.  Questo “Mossie” (altro nomignolo con il quale il velivolo era conosciuto dagli equipaggi) venne costruito con il serial KA114 presso gli stabilimenti De Havilland presso Toronto alla fine del 1944 e preso in carico dalla RCAF (Royal Canadian Air Force) il 22 febbraio del 1945. L’aereo però non entrò mai in servizio e  dopo aver passato un lungo periodo presso un deposito venne venduto come surplus il 3 aprile del 1948 ad un privato. Ciò che rimaneva del velivolo, rimasto abbandonato per oltre trent’anni, venne acquistato nel 1978 da un collezionista canadese che nel 2004 a sua volta lo rivendette all’americano Jerry Yagen, proprietario della Fighter Factory, deciso riportalo in volo. L’immenso lavoro di ricostruzione fu portato a termine dalla ditta specializzata Neozelandese AVspec e dopo otto lunghi anni di lavoro, il 29 settembre 2012 il Mosquito, al quale venne applicata la livrea del No 487 Squadron della RAF, effettuò il suo primo volo dopo la ricostruzione dalla  pista dell’aeroporto di Ardmore vicino Auckland. Dal marzo del 2013, il velivolo è basato presso l’ American Aviation Museum  di Virginia Beach, che gestisce e opera la collezione volante di warbirds di Yeagen.