010

GHEREGHEGHEZ – TRIBUTE TO THE PILOTS

GHEREGHEGHEZ: a tradition of Italian aviation handed down uninterruptedly from the time of biplanes made of tubes and canvas all the way to the supersonic jets of the 21st century. Born on grass airfields as a rallying cry, we can still hear it today on modern paved tracks as the greeting of all Italian aviators.

Squadratlantica, who celebrates the most beautiful Italian air ventures with its high-quality products designed in compliance with classic Italian style and strictly made in Italy, continues this tradition with Gheregheghez, a piece of clothing that belongs to the Italian Air Force history: the scarf. Comfortable and elegant, in the past  it was worn with white canvas flying suits, then with Marus jackets, and today with anti-g suits.

Not just a garment for men, Gheregheghez also wants to remember all the women who wrote the history of the Italian “wings”. Especially at present day, there is an increasing number of ladies in the ranks of the Air Force as well as those in Civil Aviation.

To honor the men and women who sacrificed themselves for our Aviation History, Squadratlantica dedicates Gheregheghez to the memory of the pilot Captain Adriano Visconti and his assistant Lieutenant Valerio Stefanini who both passed away on April 29, 1945. An original portrait of the two comrades in arms and an outline of the Macchi MC205 Veltro di Visconti fighter are enclosed with the scarf packaging.

 

Agello 1934 02

GHEREGHEGHEZ – THE HISTORY BEHIND THE MYTH

GHEREGHEGHEZ : THE HISTORY BEHIND THE MYTH

By Igino Maria Cogg

Inspired by World War I voice salutes, Gheregheghez, Ghez! was born as a war cry of fighter pilots. It quickly spread through the entire Regia Aeronautica and from there it was passed onto the post war Italian Air Force, which had taken in the values ​​and traditions of the Regia and the squadrons prior to it. Nowadays we can hear it shouted in chorus three times at every gathering or event of the Italian Air Force.

What is the meaning? Some people say it recalls the sound the first manually started engines make; some say it sounds like the burst of machine guns, others say it is meant to mimic the cry of the eagle. The last thesis is the most validated because it is linked to the icon that best represents aviation and aviators: the eagle, with its spread wings, it is the universal symbol of pilots, military and civilian alike. It also appears in our aviator prayer when God is asked to “give us the wings of eagles, the eyes of eagles, the claw of the eagles.”

How was it born? On May 7, 1923 the 1st terrestrial fighter squadron (1° Stormo Caccia Terrestre) was created, with its headquarters in Brescia and flying groups in Aviano, Venaria Reale and Cinisello. It was the first organic fighter squadron of the newly born Regia Aeronautica (March 28th 1923). According to tradition, Gheregheghez, Ghez! was invented in the 1st Stormo, the Archer squadron, although there is a debate around the place where it was heard for the first time, either in Cinisello or, according to others, Campoformido at the 76th Fighter Squadron of the 6th Group, one of three of the 1° Stormo.

What is certain is that its creation dates back to the younger pilots of the department, the rookies of the “Copper Family” (Famiglia Rame) as they jokingly called themselves because of the little change they had in their pockets. They were dissatisfied with the environment around them, with a boring routine made of chores, a few flights, arrogant elders and veterans, which did little to satisfy their passion for flying, the “engine” that led them to enlist in the first place. That is what spurred a gesture of revolt, which broke the silence with a pinch of carefree. In the year 1924 at a squadron party, somebody from the “Copper Family” shouted loudly a seemingly meaningless cry. This was followed by a moment of shock and surprise, then acceptance. After that episode, Gheregheghez, Ghez! officially became the 1st Stormo war cry, and the pilots who were transferred to other squadrons brought it with them. In a short amount of time it was widespread throughout the Regia Aeronautica, and after the war it was passed onto the Italian Air Force, which was founded when of the Italian Republic was founded. With only two exceptions, one being the 4° Stormo, whose war cry “Al Lupo, Al Lupo!” (crying “wolf”) inspired by the 91st “Squadriglia degli Assi” of World War I. The other one is the 15° Stormo, whose shout “Mammajut, ajut! Mammajut, ajut! Mammajut, ajut ajut ajut” was used on maritime patrols during World War II on the Cant-Z-501 flying boat aircraft, which the crews named Mammajut (Help me mum!).

Other than these exceptions, the Gheregheghez, Ghez! Cry is shouted by all our Air Force squadrons whenever an opportunity arises. Guests are invited to join in as well, but be careful though, if you make a mistake you’ll pay a round of drinks for the whole Squadron.

Gheregheghez is a Squadratlantica product, available at :

www.squadratlantica.it

info@squadratlantica.it

 

Agello 1934

GHEREGHEGHEZ – GENESI DI UN MITO

GHEREGHEGHEZ – GENESI DI UN MITO

di Igino Maria Coggi

 Nacque come grido di guerra dell’aviazione da caccia, prendendo lo spunto dai saluti alla voce della Prima Guerra Mondiale. Poi ben presto si estese all’intera Regia Aeronautica e da qui trasmesso all’Aeronautica Militare che della “Regia” e dei reparti ad essa antecedenti assorbirà valori e tradizioni. Ancora oggi, ripetuto ad alta voce, in coro, e per tre volte, lo sentiamo lanciare ad ogni riunione, ad ogni manifestazione, negli Stormi dell’Aeronautica.

Cosa significa? Chi vuole che esso richiami l’avviamento a mano dei primi motori, chi vuole che esso richiami la raffica delle mitragliatrici, chi vuole che esso richiami il grido dell’aquila. Tesi quest’ultima la più accreditata perché legata al volatile che per eccellenza rappresenta l’aviazione e gli aviatori: l’aquila per l’appunto che, ad ali spiegate, è in tutto il mondo il simbolo del pilota, militare o civile che sia. E che, nella nostra Aeronautica, ritorna nella Preghiera dell’Aviatore laddove si chiede a Dio «dacci le ali delle aquile, lo sguardo delle aquile, l’artiglio delle aquile».

Come nasce? Il 7 maggio 1923, con comando a Brescia e Gruppi Volo ripartiti ad Aviano, Venaria Reale e Cinisello, si costituisce il 1° Stormo Caccia Terrestre, primo reparto organico da caccia dell’appena nata Regia Aeronautica (28 marzo 1923). Ed proprio in seno al 1° Stormo, quello dell’”Arciere”, che la tradizione vuole sia nato il Gheregheghez, Ghez! anche se è dibattuto il luogo ove esso fu udito per la prima volta: Cinisello o, secondo altre tesi, Campoformido presso la 76ª Squadriglia Caccia appartenente al 6° Gruppo, uno dei tre del 1° Stormo.

Quello che è certo è che “l’invenzione” risalirebbe ai piloti più giovani del reparto, ai “pivelli” della “Famiglia Rame” come scherzosamente si definivano per via dei pochi spiccioli che circolavano nelle loro tasche. Giovani insoddisfatti dell’ambiente che li circondava, solo routine, pochi voli, tanta sufficienza da parte degli “anziani” e dei veterani, nulla o quasi che potesse soddisfare la loro passione per il volo, il “motore” che li aveva spinti ad arruolarsi. Da qui un moto di rivolta con un pizzico di spirito goliardico per rompere il silenzio. L’anno sarebbe il 1924 ad una festa di reparto: un grido apparentemente senza senso lanciato a piena voce da quelli della “Famiglia Rame”. Un momento di sgomento, di sorpresa poi l’accettazione. Da quel momento il Gheregheghez, Ghez! entrava ufficialmente nel 1° Stormo quale grido di guerra. E chi dal 1° Stormo transitò ad altri reparti se lo portò appresso. In breve fu fatto proprio da tutta la Regia Aeronautica e dalla “Regia” passò all’Aeronautica Militare nata dopo la fine della guerra e la costituzione della Repubblica Italiana. Con due sole eccezioni. Una è il 4° Stormo il cui grido di guerra è “Al Lupo, Al Lupo!” che vorrebbe richiamarsi a quello della 91ª Squadriglia, la “Squadriglia degli Assi”, della Prima Guerra Mondiale. L’altra è il 15° Stormo dove si grida “Mammajut, ajut! Mammajut, ajut! Mammajut , ajut ajut ajut!” a ricordo di quando, durante la Seconda Guerra Mondiale, esso volava con l’idrovolante da ricognizione marittima Cant-Z-501, una specie di barcone volante che i suoi equipaggi avevano appunto soprannominato “Mammajut”.

Salvo queste eccezioni il Gheregheghez, Ghez! lo si grida alla prima occasione in tutti i reparti della nostra Aeronautica. E a gridarlo sono invitati, anzi obbligati, anche gli ospiti. Con un’avvertenza, evitare accuratamente di sbagliarlo perché potrebbe costare carissimo: una bevuta all’intero Stormo.

GHEREGHEGHEZ è un articolo della collezione SQUADRATLANTICA, prodotto e distribuito da Veltro srl

www.squadratlantica.it info#@squadratlantica.it

———————–

Foto : 23 Ottobre 1934 Il Maresciallo Francesco Agello, ai comandi del Macchi MC72,  stabilisce sulle acque di Desenzano del Garda il primato di velocità Km/h 709,209 su idrovolante con motore alternativo. Il record, dopo oltre 80 anni, è ancora imbattuto.

QUADRETTI GHEZ

Gheregheghez Ghez ! Ghez ! Ghez ! Il grido di guerra diventa simbolo

GHEREGHEGHEZ:una tradizione dell’Aviazione Italiana che si tramanda ininterrottamente: dall’epoca dei biplani in tubi e tela agli aviogetti supersonici del XXI secolo. Nato sui campi di volo in erba come grido di guerra, ancora oggi, sulle moderne piste in asfalto, è il saluto di tutti gli aviatori italiani.

Squadratlantica, che attraverso i suoi prodotti di alta qualità disegnati nel rispetto del più classico Italian Style e rigorosamente Made in Italy vuole ricordare le più belle imprese dell’Ala Italiana, con GHEREGHEGHEZ si ricollega a questa tradizione. E lo fa con un capo che appartiene anch’esso alla storia dell’Aviazione Italiana: la sciarpa, comoda ed elegante, da sempre indossata da chi vola, un tempo insieme alla bianca tuta di volo in tela, poi insieme ai giubbotti Marus, oggi insieme alle combinazioni anti-g.

Un capo non soltanto maschile. GHEREGHEGHEZ vuole anche ricordare che la storia dell’Ala Italiana non l’hanno scritta solo uomini, ma anche le donne. E questo proprio ai giorni nostri nei quali sempre più numerose sono le donne nei ranghi dell’Aeronautica Militare come pure in quelli dell’Aviazione Civile.

A celebrare gli uomini che si sacrificarono per la nostra Storia Aeronautica, Squadratlantica dedica Gheregheghez alla memoria del pilota Capitano Adriano Visconti ed a quella del Sottotenente Valerio Stefanini, suo aiutante, che con lui cadde il 29 Aprile del 1945. Un ritratto originale dei due compagni d’armi ed il profilo del caccia Macchi MC205 Veltro di Visconti sono allegati alla confezione della sciarpa.